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CdS-Italia-Austria 2-1: Chiesa e Pessina portano Mancini ai quarti

Gli azzurri vincono ai supplementari dopo una gara di enorme sofferenza. Decidono i giocatori entrati dalla panchina. Inutile la rete finale di Kalajdzic. Annullato dal Var un gol ad Arnautovic. Battuto il record di imbattibilità di Zoff. Ora venerdì 2 luglio ai quarti a Monaco di Baviera ci aspettano Belgio o Portogallo

di Simone Zizzari

Un urlo di gioia incontenibile arrivato al termine di una partita di sofferenza totale. L’Italia di Mancini piega 2-1 l’Austria tra mille patemi ai tempi supplementari rischiando più volte di uscire ma dimostrando un carattere e un cuore enorme. Per la prima volta la squadra bellissima e dominante ammirata nel girone a Roma e più in generale negli ultimi tre anni ha visto in faccia la paura e l’ha affrontata nel modo migliore, tremando e soffrendo senza però mai perdere la lucidità. Un prezzo da pagare per un ottavo psicologicamente complicatissimo: l’Italia favorita doveva vincere e questo è stato un peso enorme nella testa dei giocatori. Ha rischiato tantissimo su un gol non convalidato ad Arnautovic nella ripresa, ha avuto la forza di resistere ad un avversario sorprendentemente aggressivo e concreto grazie ad una difesa determinata e solida. E alla fine ai supplementari si è andata a conquistare la qualificazione grazie a Chiesa e Pessina, entrati nel finale e risultati decisivi per il trionfo azzurro. E’ stato anche il capolavoro di Mancini, un fuoriclasse nelle scelte fatte dalla panchina nonostante un’Italia apparsa molto più in sofferenza rispetto a quella splendida e pimpante ammirata contro Turchia, Svizzera e Galles. Merito (enorme) dell’Austria di Foda, una squadra quadrata e organizzata che ha approcciato la partita in modo completamente differente, giocandosela a viso aperto, senza restare sulla difensiva. Un atteggiamento che l’Italia ha sofferto in modo particolare nella ripresa, vissuta tra mille sofferenze. Alla fine però la prova d’inglese a Wembley è stata superata e la gioia è stata ancora più bella con un quarto conquistato con le unghie e con i denti e un nuovo record collezionato, quello di imbattibilità strappato a Zoff, nonostante la rete di Kalajdzic subito al 114’. Ora si vola a Monaco di Baviera per i quarti in attesa di Belgio o Portogallo.

 

Le scelte di Mancini

 

L’Italia non presenta sorprese dell’ultimo minuto. Acerbi è preferito a Bastoni per prendere il posto di Chiellini al centro della difesa accanto a capitan Bonucci. A centrocampo c’è Verratti con Jorginho e Barella. Locatelli parte dalla panchina. Confermatissimo lì davanti il tridente Berardi-Immobile- Insigne.  L’Austria gioca a 4 dietro  con Alaba largo a sinistra. Arnautovic unica punta.

 

L’inizio del match spaventa gli azzurri. L’Austria è una furia e la sua aggressività porta subito ad una chance per Sabitzer e ad un giallo per Arnautovic, entrato in modo troppo veemente su Barella. L’Italia soffre, tiene, resiste e lascia sfogare gli austriaci nel primo quarto d’ora affacciandosi solo una volta con pericolosità dalle parti di Bachmann. La squadra di Foda ringhia ma non morde. Donnarumma resta inoperoso e trema solo su una conclusione alta di Arnautovic da fuori area. Al 17’ è invece il portiere austriaco a salvare di piede su una conclusione ravvicinata di Barella. Piano piano l’Italia cresce nel pressing e nell’intensità, guidata dai sapienti piedi i Jorginho e Verratti, bravi nell’aggirare il pressing austriaco con i loro dribbling. Si gioca in un fazzoletto a ritmi sempre molto elevati. L’Austria non pensa solo a coprirsi ma prova a giocarsela alla pari, cercando di sfruttare la propria fisicità. L’Italia però, nonostante il perenne fiato sul collo degli avversari riesce in alcune circostanze a far valere il miglior tasso tecnico. Un esempio lampante arriva al 32’ quando una improvvisa (e spaventosa) fiammata di Immobile tramortisce Bachmann: la sua sassata dai trenta metri, però, si stampa sul palo. Sugli esterni Spinazzola si fa preferire a Berardi, troppo timido e spesso incapace di fare la scelta giusta. Il primo tempo si chiude così, con un pareggio senza gol figlio di una partita molto equilibrata.

 

L’inizio della ripresa è tutto di marca austriaca. L’Italia è in confusione e non riesce ad arginare la furia avversaria che al 50’ sfiora il vantaggio con una punizione centrale dal limite calciata da Alaba e alta di un niente sopra la traversa. Al 55’ arriva la prima fiammata azzurra con una verticalizzazione da urlo di Verratti a pescare Insigne, impreciso nel passaggio decisivo a Berardi, solo davanti al portiere austriaco. L’Austria continua a creare pericoli e tra il 60’ e il 62’ sfiora il gol prima con una conclusione di Sabitzer sporcata in angolo da Acerbi e poi con un tiro di Arnautovic bloccato a terra da Donnarumma. E’ il momento migliore per gli austriaci per al 66’ passano in vantaggio con un colpo vincente di Arnautovic su assist di Alaba. Sembra una condanna definitiva e invece il Var ci regala un enorme sospiro di sollievo annullando la rete per un fuorigioco millimetrico dell’attaccante ex Inter. Mancini toglie Verratti e Barella per inserire Locatelli e Pessina nel tentativo di regalare maggiori muscoli a centrocampo. La partita è ora una battaglia senza esclusione di colpi. L’arbitro Taylor fischia poco e questo atteggiamento favorisce l’Austria, più aggressiva e decisa nei contrasti. Insigne spreca una buona chance al 73’, Hinteregger chiede un rigore dopo un contrasto con Di Lorenzo. E’ una partita non adatta al fioretto ma una sfida sporca, nervosa, tesissima. L’Austria continua ad essere organizzata e per nulla intimorita dal blasone italico. I giocatori di Mancini sono in affanno, sembrano spaventati, si ritrovano per la prima volta in difficoltà e con l’evidenza di dover subire un avversario più in palla e tonico. Manca un pizzico di esperienza e di malizia in alcuni elementi decisivi. L’attacco sbaglia praticamente tutte le giocate e a tenere a galla la squadra ci pensa una difesa capace di gestire al meglio il momento di estrema difficoltà. Berardi spreca una buona occasione all’84’, poi Mancini lo toglie insieme ad Immobile per inserire Belotti e Chiesa. Il finale è tutto azzurro grazie alla spinta dei nuovi entrati ma il gol non arriva. L’Italia va ai supplementari per la sesta volta nelle ultime nove gare ad eliminazione diretta disputate agli Europei.

 

L’inizio dell’extra time azzurro è da urlo grazie ad un super Chiesa che prima sfiora il vantaggio con un diagonale parato a terra da Bachmann e poi fa urlare di gioia l’Italia con una rete su un tiro fotocopia al 95’ dopo un’imbeccata di Spinazzola: l’attaccante è bravissimo a superare Laimer con un perfetto stop e poi ad insaccare con un sinistro potente e preciso. L’1-0 arriva nel momento più opportuno per gli azzurri che controllano con maggior tranquillità la gara. Ora l’Austria si può aspettare, provando a ripartire con le forze fresche lì in avanti. Foda leva Arnautovic per inserire il gigante Kalajdzic ma è l’Italia adesso a controllare il match. Il finale del primo tempo è spettacolo puro: prima Insigne su punizione sfiora il bis, poi è Pessina a regalare il raddoppio azzurro. Siamo al 105’ quando Spinazzola lancia per Belotti, bravo a difendere una palla per Acerbi che vede l’inserimento dell’atalantino: tiro secco e Bachmann di nuovo al tappeto. E’ il 2-0 che ci manda in estasi e avvicina Mancini ai quarti. In apertura di secondo tempo è Donnarumma a salire in cattedra con una super parata su una conclusione angolata dalla distanza di Schaub. Belotti e Di Lorenzo sfiorano il tris, Sabitzer spreca calciando alle stelle da ottima posizione ma il match è ormai indirizzato. Sembra tutto sotto controllo e invece al 114’ è Kalajdzic a riaprire il discorso con un colpo di testa meraviglioso sugli sviluppi di un angolo. E’ il gol che fa cadere l’imbattibilità azzurra (da record) di 1168 minuti appena conquistata. Gli ultimi minuti si vivono in apnea con l’Austria tutta in avanti e l’Italia a sprecare un paio di ghiotte ripartenze con Chiesa. Al triplice fischio la festa azzurra è ancora più bella dopo la grande paura per una partita vinta fra mille difficoltà. L’Italia vola a Monaco di Baviera per i quarti dove venerdì alle 21 troverà una tra Belgio e Portogallo. Sarà un’altra battaglia ma questa squadra è capace di qualunque impresa. Il cuore azzurro batte più forte che mai.

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