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CdS-Spalletti in pole per il Napoli: c’è un fattore determinante

Il 4-2-3-1 dell’allenatore toscano si adatterebbe alla perfezione alle caratteristiche di tanti giocatori azzurri. L’alternativa di De Laurentiis si chiama Galtier

Il presente è anche il futuro. O meglio: legati indissolubilmente, oggi più mai, perché dalla qualificazione alla prossima Champions dipende anche la programmazione del prossimo Napoli. L’anno che verrà: l’allenatore, i rinnovi, le cessioni, gli acquisti. Un bel punto interrogativo, altroché, che però tra qualche settimana perderà la curva fino a diventare esclamativo. Sin dalla panchina, la base: perché in attesa che il divorzio con Gattuso diventi ufficiale, il listone che a un certo punto De Laurentiis ha compilato attraverso un casting lungo, capillare e datato comincia a diventare una lista. Si assottiglia, la scrematura procede, e certe ipotesi venute fuori a gennaio dopo il polverone di Verona assumono gradualmente sembianze e fisionomie: tipo quella di Luciano Spalletti. Nome che piace e neanche poco al presidente; nome in lizza per guidare una rifondazione nel nome del 4-2-3-1: il modulo che ha lanciato la versione migliore di Zielinski (trequartista), tanto per citare un esempio eccellente, e che tra l’altro calza a pennello su Lozano, Politano, Insigne, Osimhen e Mertens. E ancora: il piano-G si chiama Christophe Galtier, allenatore francese di “Osi” al Lilla, che DeLa segue con attenzione. Panchina a parte, ovviamente, ci sono i giocatori. Uno su tutti: Lorenzo, il capitano. Insigne: contratto in scadenza il 30 giugno 2022, l’Europeo con la maglia numero 10 della Nazionale in tasca e una trattativa di rinnovo in cerca di svolta.

 

 

L’idea Spalletti si fa largo

E allora, la rivoluzione tecnica: nel senso che il Napoli, a meno di clamorosi colpi di scena che né il club né Gattuso ritengono al momento possibili, è pronto ad abbracciare un altro allenatore. A sposare un altro progetto che, se alla fine la squadra riuscirà a perfezionare il colpo-Champions, sarà ancora ambizioso. In pratica: l’idea di una brusca frenata e dunque di un ridimensionamento importante, condizionato dalla crisi economica generale e poi aggravato dall’esclusione dall’elite delle coppe europee, cambierà giocoforza. A cominciare dalla scelta dell’allenatore: e il fatto che De Laurentiis abbia sondato Rafa, Allegri e poi Spalletti significa che le mire restano importanti. Già, Spalletti. Mister Luciano: l’ipotesi che gradualmente si fa largo e che resiste più delle altre dopo il primo contatto di gennaio. Invernale anche l’idea di sposare il calcio di Galtier, trasformismo tattico ma anche la capacità di giocare in verticale, a misura di Osimhen: del resto, lo ha allenato e rilanciato al Lilla.

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