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CdS-Bagni: “Napoli-Inter, chi vince si prende lo scudetto”

Il parere di un doppio ex: “Un successo degli azzurri costringerebbe i nerazzurri a vivere affannosamente anche il recupero contro il Bologna. Viceversa ci sarebbe la fuga”

di Antonio Giordano

Dentro un’ora e mezza ci possono persino stare duecentocinquantasei giorni d’una vita da mediano: quando Napoli-Inter comincerà, sgranchendo la memoria, Salvatore Bagni lascerà che il proprio vissuto resti ai margini d’una partita specialissima («questa è la mia, eh…»), adagerà a sull’uscio dei pensieri le sue due Coppe Italia (una di qua e una di là), lo scudetto dell’87 con Diego e quel che Maradona ha rappresentato, e si gusterà quei 90′ nei quali sembra (quasi) non ci sia un domani. «Un fantastico spot per il nostro calcio».

 In onestà, bisogna ammetterlo: Bagni lo aveva detto. 
«E in epoca non sospetta, ad agosto, proprio prima che cominciasse il campionato. Il Napoli per me è sempre stata una squadra da scudetto. Favorita, per valori tecnici, alla pari dell’Inter; il Milan dietro; poi le altre. C’erano ragioni squisitamente tecniche su quel pronostico». 

Ed ora, tocca proprio a loro: Napoli e Inter, separate da un punto.
«Sarà campione d’Italia chi vincerà sabato. Se lo fa l’Inter, scava un solco, perché ha comunque una partita da recuperare; se lo fa il Napoli, stacca la rivale e la costringe ad andare incontro alla sfida con il Bologna, quella che le manca, senza certezze e con l’ansia di chi sta inseguendo e dunque non può sbagliare, né rallentare». 

[…]

Scelga un uomo-simbolo per parte. 
«Spalletti per il Napoli. È stato subito chiaro, non si è nascosto, non ha costruito alibi, ha usato un linguaggio diretto. E poi che sia un grande allenatore non lo scopriamo adesso. Per l’Inter, sui tanti io metto Brozovic. Un altro così non ce l’hanno, per personalità e per presenza fisica». 

[…]

In un’ora e mezza c‘è un anno, insomma. 
«Certo che sì ma senza dimenticare cosa è successo e cosa potrà succedere. Il calendario dell’Inter, dopo l’incontro di sabato sera, sarà in discesa, perché Inzaghi si sarà tolto dal proprio cammino un bel po’ di avversarie di spessore. E il Napoli, invece, si porterà appresso tutta l’autostima che ha messo assieme in questo 2022, quando ha dovuto fronteggiare le assenze per la Coppa d’Africa ma dopo aver dovuto sopportare incidenti che avrebbero potuto demolire chiunque altro. Nonostante tutto, Spalletti ha sempre scelto di fare le partite. E questo non mi sembra un dettaglio ma un particolare di assoluto rilievo».

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