NAPOLI – La sconfitta del Napoli al Maradona contro la Lazio di Sarri induce a fare alcune riflessioni soprattutto per il modo in cui è maturata. Nel primo tempo gli azzurri hanno creato varie azioni offensive che però non sono andate a buon fine, il ritmo di gioco è stato alto, con repentini capovolgimenti di fronte ed avversari in vantaggio alla prima occasione utile a cui ha posto riparo dopo due minuti Zielinski con un suo bel gol a ristabilire la provvisoria parità di risultato. Nel secondo tempo il Napoli è parso completamente privo di trame di gioco, senza costruzione dal basso, senza la giusta e necessaria lucidità per andare a rete, restando praticamente in balia della Lazio che ha consolidato il suo vantaggio già dopo nemmeno una decina di minuti dalla ripresa e che con facilità ha più volte trovato lo specchio della porta, considerando anche i due gol che le sono stati annullati per fuorigioco. Né i cambi decisi da Garcia nella ripresa sono stati efficaci per dare una sterzata all’andamento della gara. Partendo dal presupposto che la squadra campione d’Italia resta forte e non può essersi improvvisamente sciolta come neve al sole per una sorta di incantesimo nel secondo tempo di questa partita da dimenticare, viene da pensare che sarebbe opportuno evitare troppi esperimenti non essendo necessario rimodellare radicalmente una impostazione di gioco che ha regalato tante soddisfazioni nella scorsa stagione. Giusto dare la propria impronta, ma senza stravolgimenti che nel breve periodo comportano inciampi e necessitano di una più lunga fase di assestamento, considerati anche i nuovi acquisti a cui va dato il tempo di inserirsi. Nel secondo tempo della sfida contro la Lazio, non si è avuta l’impressione di una squadra molle, quanto piuttosto di una squadra spaesata, a tratti allo sbando, incapace di prendere in mano le redini del gioco, come se d’un tratto fossero stati resettati quegli automatismi consolidati che fanno volare gli azzurri in campo e a cui a lungo siamo stati abituati. Dagli errori si può e si deve imparare ed è bene prendere coscienza di ciò che non funziona per evitare in futuro battute d’arresto che farebbero scivolare il Napoli in classifica, data l’alta competitività dell’attuale campionato. La mentalità vincente deve essere supportata da un minuzioso spartito tecnico-tattico che consenta alla squadra di poter suonare musica da campioni. Si riparta dalle certezze, si dia più spazio anche al Cholito Simeone, si utilizzi all’occorrenza il jolly Elmas. In attesa che Natan sia pronto al debutto, si lavori maggiormente sulla fase difensiva che è stata molto traballante nel secondo tempo della gara contro la Lazio. Le potenzialità del Napoli restano enormi, ma bisogna assemblare gli ingranaggi nel modo giusto, connettere i reparti, essere più cinici e lucidi sotto porta. Dopo le gare con le rispettive Nazionali, comincerà un periodo denso di impegni: saranno ben sette le partite da affrontare tra campionato e Champions prima della prossima pausa in programma a metà ottobre. Sarà un bel banco di prova, si dovrà lavorare a ritmo serrato e dare concrete dimostrazioni sul campo, fugando le perplessità generate da quest’ultima prestazione che ha lasciato abbastanza spiazzati.
IL FLASH – Rosa Petrazzuolo: “Napoli, un bel banco di prova dopo la sosta”
4 Settembre 20230

Fonte:Napoli Magazine
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