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CdS-Napoli, Insigne prepara il regalo d’addio

Vive un momento delicato però al Camp Nou Lorenzo ha disputato una gara tattica di grande sacrificio

di Antonio Giordano

NAPOLI – Senza essere Godot, Lorenzo Insigne sa perfettamente che Napoli sta aspettando ancora e sempre lui: e prima che se ne vada, il 22 maggio, preparando le valigie e lasciandosi alle spalle un decennio del proprio vissuto, val la pena di regalarsi ancora qualche pennellata d’autore, fosse pure un ennesimo – e semmai ultimo – «tiraggiro». Ora che il gioco si è fatto estremamente duro, e dunque bisogna rimettersi a giocare, andando a rovistare tra le pieghe di questo campionato, torna sempre ad emergere quel vuoto desolante nella classifica cannonieri: sei gol segnati, tutti su dischetto, e mai una gioia su azione, con una invenzione o semmai con un colpo di fortuna. […] Quando mancano ancora, sicuramente, tredici partite di campionato, per allungare l’album delle potenziali emozioni è indispensabile dare un senso compiuto all’Europa League e sbarazzarsi del Barcellona: l’impresa è complicata ma non impossibile e il primo tempo del Camp Nou, ha offerto la testimonianza di una vivacità tecnica e tattica del Napoli di Spalletti, evolutosi sino ad andare a palleggiare sul muso degli eredi del tiqui-taca. […]

Tocca a Insigne

[…] Prima di decollare, destinazione Toronto, Insigne ha promesso a se stesso di restare incollato dentro questo Napoli che gli appartiene sino all’ultimo dribbling : c’è uno scudetto che non è svanito, sta lì, a distanza non ragguardevole; c’è come seconda ipotesi il desiderio di lasciare in eredità la qualificazione un’altra gita in Champions League; e infine c’è questa Europa League che ha un valore inestimabile, nonostante i retro-pensieri scomposti di chi l’ha ritenuta una «coppetta»: ma si gioca contro il Barcellona, in uno stadio che è ancora il suo, che ne invoca una genialata. Prima o poi arriverà: mica Insigne vuol’essere Godot!

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