Mercato

CdS-Mercato Napoli: Giuntoli punta Barak, Scamacca e Simeone

Tra addi e permanenze, gli azzurri sono pronti ad aprire un nuovo ciclo: sarà rifondazione

di Antonio Giordano

NAPOLI – Niente è per sempre e ci sono storie che fisiologicamente – e anagraficamente – sono destinate a finire: il mercato stavolta ci sarà, per forza perché chiusa una stagione, si aprirà un ciclonuovo, è in una rivoluzione più o meno annunciata, se ne andranno i ragazzi del ‘91, un tempo sognato (canterebbe Fossati). È l’estate degli addii, di un’epoca che evapora, di divorzi scanditi dall’usura di un amore o di un legamento: se ne andranno quei trentunenni che riempito un decennio, qualcuno già c’era, per esempio Insigne, e altri arrivarono, e tra loro Ghoulam, e in quell’istante, ripensandoci bene, si dissolverà il «Progetto» che Rafa Benitez e Riccardo Bigon allestirono in quel 2013, la fase dello sviluppo e dell’europeizzazione.

Napoli, chi resta

Rimarrà (forse e chissà?) Koulibaly, «classe di ferro» come gli altri, e sentirà ancora a fianco a sé, (forse e chissà?) volteggiare Mertens, l’altro superstite d’un blocco magico. E poi qualcos’altro accadrà. Perché in quest’estate, quella che segue l’autaut a se stesso di De Laurentiis del 30 giugno scorso, la politica del contenimento dei costi verrà ribadita e però stavolta andrà rilanciata quella degli investimenti. Il Napoli di Spalletti è stato praticamente fermo, nella sua fase d’allestimento: ha perso Maksimovic, Hysaj e Bakayoko, è intervenuto attraverso il prestito di Anguissa e l’arrivo a costo zero di Juan Jesus, si è «liberato» – a dicembre – dell’ingaggio pesantissimo di Manolas, in conflitto con ADL da agosto, «sostituendolo» con Tuanzebe e poi si è «ripreso» ciò che era già suo, Ounas e Malcuit.

 

I ricambi per il nuovo Napoli

Il futuro verrà inevitabilmente orientato dal flusso di cassa: la Champions ha un suo peso (rilevante) ma chi potrebbe spostare gli equilibri finanziari è Victor Osimhen, che ha già fatto spingere il Newcastle a gennaio a offrire 100 milioni di euro. Ma in quattro mesi, la storia si è evoluta e Osimhen ha la sensazione (si dice così) che Manchester United e Arsenal possano affrontare un sacrificio che lo renderebbe felice: il Napoli, dinnanzi a una proposta indecente da 110 milioni non vacillerebbe, ovviamente, ma lascerebbe che l’affare si realizzi. Il centravanti del futuro, che starebbe dentro al cosiddetto progetto, si chiama Gianluca Scamacca, ha ventitré anni, un fiuto del gol e una fisicità che rassicurano, come Sebastien Haller (che però ha 28 anni) o come Martin Terrier (25 del Rennes). Con l’apertura verso il rinnovo di Mertens, cambierebbero anche le prospettive per Petagna, che ha sempre un proprio mercato: a Giuntoli piace, per un organico extralarge, il «Cholito» Simeone, e più in generale a Verona c’è anche altro, ad esempio, Barak, centrocampista con caratteristiche ampie e una tendenza che lo spinge a starsene comodamente in un centrocampo a due o a tre.

 

Napoli, chi arriva

Kvaratskhelia è del Napoli, Olivera dovrebbe diventarlo e mentre si rifletterà su Gaetano (22 anni, quanto basta per crederci) e Zerbin (23, persino più adulto), Giuntoli si guarderà intorno, cercherà altro (Hickey del Bologna; Østigård del Genoa ma di proprietà dello Stoke, Traore del Sassuolo), annuserà il mercato e ne seguirà la scia. Nessuno è padrone del proprio destino. Non ora.

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