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CdS, Atalanta-Napoli 4-2: il commento al risultato della partita

Quarta sconfitta nelle ultime 5 partite per Gattuso (8ª in campionato) travolto dai gol di Zapata, Gosens, Muriel e Romero. Inutile la rete di Zielinski

di Pasquale Salvione

La quarta sconfitta nelle ultime cinque partite certifica il momento nerissimo del Napoli, ormai smarrito nei suoi problemi e nelle sue difficoltà. Gattuso ha perso con l’Atalanta la seconda partita in undici giorni e ha incassato la dodicesima sconfitta stagionale su 33 partite giocate (più di un terzo), in campionato è l’ottavo ko. Ha una partita da recuperare (a Torino con la Juve), ma stasera sarebbe fuori dall’Europa, al settimo posto in classifica. Una situazione critica che rischia di peggiorare in settimana, quando ci sarà da tentare la quasi proibitiva rimonta con il Granada in Europa League (si parte dallo 0-2 dell’andata).

Gattuso, un Napoli senza identità

A Gattuso vanno concesse le giuste attenuanti (a Bergamo si è presentato senza Ospina, Demme, Hysaj, Lozano, Manolas, Mertens, Petagna ed è stato costretto a rinunciare in avvio ad Insigne per un problema alla schiena) ma è evidente che la sua posizione resta molto critica. Soprattutto perché il Napoli non riesce a trovare una sua identità, una fisionomia riconoscibile, una strada definitiva da seguire: prova diversi abiti, non gliene va bene uno.

La difesa regge solo nel primo tempo

A Bergamo ha provato soprattutto a difendersi e ripartire e il piano, almeno nel primo tempo, è riuscito: non ha preso tiri in porta, ne ha fatto solo uno debole, di testa, con Osimhen. L’unico a rompere la monotonia iniziale è stato Gasperini, espulso dall’arbitro per proteste dopo un contatto in area fra Mario Rui e Pessina sul quale Di Bello e l’arbitro non sono intervenuti.

Festival del gol e spavento finale

A animare il secondo tempo invece sono stati i gol, addirittura sei. Ha aperto di testa Zapata su assist di Muriel (difficile capire come mai sul centravanti si sia trovato in marcatura Mario Rui), ha replicato Zielinski con un destro al volo su imbucata di Politano. Poi il raddoppio di Gosens (stavolta assist di Zapata) e il tris di Muriel (uno dei migliori in campo). L’autogol di Gosens riporta sotto il Napoli che viene definitivamente messo ko da Romero, ancora di testa. Per il Napoli è notte fonda, con la serata chiusa dallo spavento per l’infortunio per Osimhen. L’Atalanta invece manda un segnale forte al Real Madrid: mercoledì in Champions Zidane è atteso dal dentista, come dice Guardiola.

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